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francesca da rimini - critiche PDF Stampa E-mail

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Il Mattino - mercoledì 20 novembre 2002

A Lecce il Balletto del Sud
Caikovskij e il trittico d'amore

di Vittoria Ottolenghi

Lecce, in un Teatro Politeama esaurito da giorni, Fredy Franzutti, fondatore del Balletto del Sud ha presentato un suo vistoso trittico. Tre storie d'amore difficile e la musica di Caikovskij
Al centro, c'è il pezzo forte: "Francesca da Rimini", < una prima assoluta >. La musica è un poema sinfonico in cui Caikovskij sembra voler urlare il suo orrore per chi uccide l'amore anche quando è illegale o comunque condannato dalle convenzioni. Franzutti, sullo sfondo di una suggestiva scenografia (di Francesco Palma) che evoca i turbini e i duri segni di Gustav Dorè, racconta il ripetersi della tragedia di Rimini: il marito deforme e geloso Gianciotto, per "salvare il suo onore", uccide la giovane moglie Francesca e il bel fratello Paolo colpevoli di aver avuto un fremito d'amore nel leggere insieme la storia di Lancillotto e di Ginevra. Il tutto, lungo il volo vorticoso di questi "peccatori", qui vestiti come tanti moderni detenuti in un carcere fantascientifico.



Il Quotidiano di Lecce - sabato 16 novembre 2002

Stagione Sinfonica
Francesca da Rimini balletto da applausi

Di Eraldo Martucci

Un pubblico numeroso e calorosi applausi hanno accolto al Teatro Politeama di Lecce il nuovo spettacolo di danza del Balletto del Sud con le coreografie di Fredy Franzutti e l'orchestra della fondazione "Tito Schipa" di Lecce. La "prima" di giovedì e la replica di ieri sera, inserita nella stagione sinfonica autunnale, hanno segnato un nuovo e meritato successo per il coreografo pugliese, ormai un nome nel panorama della danza italiana. Il balletto diviso in tre parti, su musiche di Petr Caikovskij, comprendeva il primo atto di "Bella Addormentata", il secondo de "Il Lago dei Cigni" e la novità "Francesca da Rimini". E se i due atti dei celebri balletti si sono rilevati piacevoli conferme degli allestimenti visti negli anni scorsi, un capolavoro è stata la coreografia della fantasia sinfonica che Caikovskij scrisse nel 1876 ispirandosi al tragico amore di Paolo e Francesca, descritto da Dante nel quinto canto dell'"Inferno". Uno spettacolo intenso introdotto dalla voce registrata di Carmelo Bene recitante quei noti versi. Grazie alle suggestive scene che si rifacevano, nelle colonne spezzate e nel fondale con il vortice infernale, alle famose raffigurazioni della "Divina Commedia" di Gustavo Doré (che ispirarono lo stesso Caikovskij), ad un gioco di luci di rara raffinatezza, ed ai costumi grigi da con-dannati, Franzutti è riuscito nel rendere coerente ed emozionante sul palcoscenico una musica difficile, spesso vorticosa ma sempre affascinante.

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