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Romeo e Giulietta, la musica PDF Stampa E-mail

Image di Eraldo Martucci

L’ouverture – fantasia “Romeo e Giulietta”, ritenuta a ragione come il primo capolavoro di Caikovskij ed in assoluto una delle pagine più coinvolgenti del suo repertorio, ha avuto una gestazione travagliata. Ispiratore del brano fu il compositore Balakirev, fondatore ed animatore del cosiddetto “Gruppo dei Cinque” (comprendente anche Rimskij – Korsakov, Mussorgskji, Cui e Borodin”, gruppo che perseguiva un’idea nazionalistica della musica russa basata sull’arrangiamento del canto popolare. Caikovskij entrò in contatto con Balakirev negli ultimi anni Sessanta, ma fu un rapporto breve per il dispotismo artistico di quest’ultimo e per le feroci critiche che gli rivolse. Ma fece in tempo a suggerire a Caikovskij il soggetto shakespeariano, a spiegargli la tecnica con la quale lui stesso aveva composto l’ouverture “Re Lear” e ad indicargli anche la struttura ed il piano delle tonalità.

“Romeo e Giulietta” fu composta tra il 7 ottobre ed il 27 novembre 1869, e la prima esecuzione fu diretta a Mosca da Nikolaj Rubinstein il 16 marzo 1870. Fu un insuccesso e Balakirev, che suonò al pianoforte questo brano in casa di Ljud’mila Ivanovna Šestakova, sorella di Glinka, convinse Caikovskij a rielaborare l’ouverture. La seconda versione fu diretta da Napravnik a San Piatroburgo il 17 febbraio 1872, ma nonostante i diversi cambiamenti Balakirev continuava a trovare debole la conclusione, che fu rielaborata dall’autore nell’agosto 1880 nella terza e definitiva versione eseguita a Tbilisi il primo maggio 1886.
La ricchezza dei temi melodici e la capacità del compositore di descrivere un dramma così importante e imponente rivela tutto il suo genio. Ciò che colpisce di più nell’ouverture è sicuramente l’eccezionale violenza con cui Caikovskij descrive il rapporto conflittuale tra le due famiglie di Romeo e Giulietta (i Capuleti e i Montecchi), violenza che supera senza dubbio i limiti della poetica shakespeariana e rende maestosamente il soggetto descritto. Si tratta del tema principale, di ritmo irregolare, al quale si affiancano il tema iniziale del mistico corale di Frate Lorenzo e quello dell’amore tra i due amanti, notissimo per la sua passionalità favolosamente romantica. Di elevata qualità sinfonica sono le stupende “corse degli archi” e l'impetuoso, contrastato sviluppo della melodia principale. Nella coda Caikovskij ripropone il tema cantabile degli innamorati che, accompagnato dal cupo ostinato dei timpani, assume l’andamento di una dolente marcia funebre.

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