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capriccio italiano, la musica PDF Stampa E-mail

Image Il "Capriccio italiano" è una composizione per orchestra in la magg., op. 45 composta da Piort Ilic Caikovskij tra il Gennaio 1880 e il Maggio 1880. La prima rappresentazione è avvenuta a Mosca il 18 dicembre dello stesso anno. Il Capriccio è un omaggio all'Italia popolare. Indubbiamente si tratta di un'opera di grande fascino, poiché è ricca e variegata, piena di spunti popolari e divertenti: in essa troviamo del tutto spiegata la sua abilità nel maneggiare motivi e canzonette popolari, ed il risultato è, una vera e propria "cartolina multicolore".

Image Lo stesso Caikovskij dichiarava: "Voglio scrivere una suite italiana su melodie popolari" -"Voglio scrivere qualcosa sul genere della fantasia spagnola di Glinka"- "Ho lavorato bene e ho già pronta in prima stesura la fantasia italiana su temi popolari. Sarà d'effetto grazie ad alcuni temi incantevoli che ho avuto modo di raccogliere parte dalle antologie, parte dalla strada con le mie orecchie."
Il segnale di guerra della cavalleria che il compositore sentiva quotidianamente dalle finestre dell'Hotel Costanzi di Roma, dove allora viveva, servì al tema della fanfara iniziale. Tutta la composizione è un susseguirsi di danze, un mosaico di luminose melodie popolari che incalzano l'una dietro l'altra senza un criterio ben definito. Una trascinante tarantella, dai ritmi coinvolgenti e veloci secondo il consueto divertimento Cajkovskijano, termina il Capriccio. Il "Capriccio Italiano" si può definire, a ragione, come una serie di 'immagini', ovviamente di natura puramente musicale, del soggiorno del maestro russo in Italia (per la precisione a Roma) nell'inverno 1879.
Image Le impressioni raccolte durante questo viaggio sono riversate in questa brillante partitura. Si possono individuare molti riferimenti, più o meno espliciti, a composizioni musicali tipicamente italiane: serenata veneziana, stornello romano, tarantella napoletana. Sostanzialmente l'intera partitura si basa su cinque temi (o 'soggetti fotografici'): tema A - fanfara della caserma di cavalleria (che Chaikovsky molto probabilmente sentì mentre era a Roma); tema B - una larga frase cantabile, per la verità più spagnolesca che italiana; tema C - serenata veneziana (sulla canzone "Mamma non vuole"); tema D - stornello romano; tema E - tarantella napoletana ("Ciccuzza"). Cajkovskij ci dimostra qui che la sua musica non è soltanto espressione di drammi e tormenti interiori, ma è anche divertirsi, giocando con la fantasia di chi sa vedere gli aspetti più diversi e appassionanti della vita e della gente. È come se fosse riuscito, nella sua grandiosa opera, a cogliere gli aspetti estremi e opposti del nostro essere umani, quelle forme contraddittorie di vivere, ora troppo chiuse e profonde, ora più estroverse e spensierate.