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Georges Bizet PDF Stampa E-mail
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Georges Bizet
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Image Il compositore Georges Bizet è nato a Parigi nel 1838 da Adolphe Bizet, maestro di canto, e dalla pianista Aimée. Pur rivelando subito grande talento musicale il piccolo Bizet sembra attratto più dalla letteratura e dalle arti figurative che dalla musica. Entra in conservatorio nel 1847 e studia con Jacques Fromental Halévy (suo futuro suocero e padre del librettista di Carmen) e Charles Gounod, con il quale instaura ben presto un rapporto di stima e collaborazione destinato a durare nel tempo. Fra le composizioni di quel periodo di studi ricordiamo la Sinfonia in do maggiore (1855), che egli non renderà mai pubblica. Fallito il tentativo di vincere l'ambito "Prix de Rome", Bizet invia a un concorso bandito da Jacques Offenbach un'operina buffa: "Le docteur Miracle". Il primo premio viene assegnato ex aequo a Bizet e a Charles Lecocq e le due operine vanno in scena nell'aprile del 1857. Il buon successo introduce il giovane compositore nei salotti mondani della Parigi musicale: Bizet frequenta le riunioni del venerdì sera organizzate da Offenbach e quelle del sabato sera nella bella casa di Rossini, che ha per lui parole di lode, e vi incontra alcuni protagonisti della vita musicale parigina come Franz Liszt e Camille Saint-Saëns. Nello stesso anno affronta per la seconda volta il Prix de Rome e ottiene il massimo dei voti con la cantata d'obbligo Clovis et Clotilde, che viene eseguita con successo nell'ottobre 1857. Non ancora ventenne, Bizet parte per Roma. Il Prix assegna ai vincitori una pensione quinquennale, chiedendo in cambio la presentazione di una o più composizioni all'anno, gli envoies, strutturati secondo regole ben precise. Nella capitale italiana il giovane compositore si ambienta felicemente e si introduce nei salotti della buona società capitolina anche grazie al successo ottenuto come pianista. È forse il periodo più sereno e felice della sua breve vita: nemmeno le prime avvisaglie della malattia che tormenterà tutta la sua esistenza - una brutta forma di angina - riescono a turbarlo. Bizet sceglie per il suo primo envoi un libretto sulla falsariga del Don Pasquale di Donizetti: Don Procopio. Nel settembre del 1860 Bizet torna a Parigi. Già da tempo ha espresso il desiderio di vivere da solo ma ora le gravissime condizioni di salute della madre, che desiderava che il figlio avesse una carriera da pianista, glielo impediscono. Per il terzo e il quarto envoi compone alcune opere strumentali e un'opéra-comique: La Guzla de l'Emir (tutto andato perduto). Il 1862 è un anno difficile: profondamente abbattuto e assillato da gravi difficoltà economiche, Bizet è costretto a scrivere polke, ballabili, quadriglie, correzione di bozze, trascrizioni firmate e non, mentre lavora con scarsissimo entusiasmo alla vasta partitura di Ivan IV, un Grand-opéra in cinque atti. Nello stesso anno il direttore del Théâtre Lyrique, Léon Carvalho, gli commissiona un'opera di ambiente esotico, Les Pêcheurs de perles, accolta con discreto favore dal pubblico. La critica è però divisa e i numerosi detrattori accusano il compositore di enfasi e patetismo. Dopo diciotto repliche quest'opera suggestiva viene tolta dal cartellone. Bizet è costretto a guadagnarsi da vivere dando lezioni private e svolgendo lavori onerosi e sgradevoli e a comporre opere di poco conto. Svanita la speranza di rappresentare Ivan IV al Théâtre Lyrique e falliti i contatti con l'Opéra, è colto da una profonda depressione. Per isolarsi si rifugia spesso in campagna, in una villetta fatta costruire dal padre. Nel 1866 una provvidenziale commissione di Carvalho risolleva lo sfiduciato artista. Nonostante il pessimo libretto, Bizet compone la nuova partitura velocemente e contemporaneamente scrive una serie di mélodies per voce e pianoforte, tra le quali ricordiamo Les adieux de l'hostesse arabe. La nuova opera va in scena il 26 dicembre 1867 con successo, ma la critica lamenta la presenza di un certo "wagnerismo". Nell'estate del 1867 inizia a collaborare con la "Revue National et Etrangère". Le sue critiche musicali, rivelano le sue doti letterarie.