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L'uccello di Fuoco - storia del balletto PDF Stampa E-mail

Image Nel febbraio 1909, Sergey Pavlovich Diaghilev (1872 - 1929) ha avuto l’occasione di sentire due brevi, ma brillanti, lavori per orchestra del giovane Igor Stravinskij (1882 - 1971), ad un concerto a Sanpietroburgo. Impressionato dal promettente compositore, Diaghilev, geniale impresario dei Ballets Russes, ha commissionato alcuni arrangiamenti per la sua stagione estiva a Parigi.
Per la stagione del 1910, ha chiesto una nuova partitura musicale per un balletto completo, l’Uccello di Fuoco. Diaghilev era un grande talent scout e un visionario che cercava di promuovere la collaborazione tra le arti. Ha fondato i Ballets Russes nel 1909, raggruppando una mirabile collezione di talenti, da Picasso a Debussy e Cocteau.

La coreografia è stata affidata a Michel Fokine (1880 - 1942), di origine russa, autore del libretto tratto da una fiaba russa. Fokine aveva iniziato la sua carriera lavorando in un rinnovato stile classico (Les Silfides, La Morte del Cigno). In seguito ha subito l’influenza della “danza libera” della grande danzatrice americana Isadora Duncan (1877 - 1927). Duncan ricercava un nuovo stile di danza, lontano da quella accademica, dove movimenti liberi e fluidi, ispirati a fenomeni naturali come il mare o il vento, esprimono stati emotivi. Era attratta dagli ideali di bellezza dell’antica Grecia e ballava a piedi nudi, capelli fluenti, vestita con una tunica come quella che si vede dipinta sui vasi greci. Con l’Uccello di Fuoco emerge uno stile nuovo, libero dal classicismo, libero nel movimento, nell’uso del palcoscenico, nella durata (più breve rispetto a quella dei grandi balletti classici).

Fokine rifiutava la simmetria formale del balletto classico, perché la trovava deleteria al dramma; usava gruppi meno rigidi e artificiali, più vicini alla realtà e più naturali che si trasformano: da artificio ornamentale diventano un potente forza drammatica. Lo stile vigoroso e i passi atletici, prese dalle danze folcloristiche russe, sono stati incorporati in tutta la coreografia, un’altra innovazione rispetto ai balletti dell’ottocento, in cui erano relegati alle parti “di carattere”, a se stanti.

La partitura musicale è frutto di un rapporto di stretta collaborazione tra Fokine e Stravinskij, stilato dopo lunghe e dettagliate discussioni. Sin dalla prima rappresentazione nell’estate del 1910, l’Uccello di Fuoco è stato uno strepitoso successo, rendendo immediatamente famoso Stravinskij, che è stato riconosciuto come uno dei più grandi compositori per il balletto. Nel 20° secolo la musica è diventata via via più importante nei balletti, raggiungendo la stessa importanza della coreografia, mentre nel 19° secolo era poco più che un abbellimento e un sopporto ritmico al movimento. L’Uccello di Fuoco ha aperto la strada verso questo rinnovamento.

Image Le scene furono affidate Alexandre Golovine la concezione dei costumi a Leon Bakst.
La prima rappresentazion fu dunque a Parigi,  il 25 luglio 1910, con interpreti: Tamara Karsavina, lo stesso Mikhail Fokine, Vera Fokina, Alexei Bulgakov.
All’inizio era stata scelta per danzare la parte dell’Uccello di Fuoco Anna Pavlova che rifiutò in quanto ritenne la musica insulsa, così alla fine il ruolo fu affidato a Tamara Karsavina.

Altre versioni del balletto sono state coreografate da Adolph Bolm (Ballet Theatre Metropolitan  New York, scenografia di Mark Chagall, 1945),  George Balanchine (New York City Ballet, 1949), Serge Lifar (Opéra di Parigi 1954), John Cranko (Stoccarda 1964), George Skibine (Harkness Ballet, New York 1965), Brian Macdonald (Harkness Ballet, New York 1967), Maurice Béjart (Parigi 1970), Eske Holm (Copenaghen 1974), John Taras 1982. Nel 1926 Diaghilev ne fece una ripresa a Parigi con un nuovo allestimento firmato da Natalja Goncharova.