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SPETTACOLI STAGIONE 2017/2018 ↓

Carmen PDF Stampa E-mail

 

 armen del Balletto del Sud, con le coreografie di Fredy Franzutti, ha debuttato nel 2008 e continua la tournée in numerosi festival e teatri italiani e internazionali, divenendo una delle produzioni di punta della compagnia.

Lo spettacolo, impreziosito da un impianto scenografico operistico e da bellissimi costumi, esalta la componente esotica spagnola del soggetto di Prosper Merimée e della popolarissima musica di Bizet (affiancato da Chabrier, Massenet e Albéniz). Per le calde atmosfere e per l'interpretazione dei protagonisti,  Carmen, fin dalle prime rappresentazioni, ha riscosso entusiastici consensi di pubblico e critica.

Tra i numerosi luoghi dove lo spettacolo ha replicato ricordiamo: il teatro dell'Opera di Tirana, il Teatro Antico di Taormina, il festival di Siracusa, il Teatro Verdi di Pisa, il Teatro D'Annunzio di Pescara, il festival della Versiliana, Vignale Danza, il Teatro Italia di Roma ed è stato l'evento di inaugurazione del Teatro Grande di Pompei nel 2014.

 

" Fredy Franzutti, oggi fra i pochi a saper comporre in chiave ballettistica, scelta che egli qui porta a buon fine costruendo un lavoro drammaturgicamente e coreograficamente efficace mettendo in luce i pregi della sua compagnia."

Donatella Bertozzi (IL MESSAGGERO)

Prossime date:

  • 18 Novembre 2016 ore 21,00 - Teatro Comunale di Caserta

  • 19 Novembre 2016 ore 21,00 - Teatro Comunale di Caserta (100esima replica)

  • 20 Novembre 2016 ore 18,00 - Teatro Comunale di Caserta

  • 11 Dicembre  2016 ore 18,00 - Teatro Team, Bari

 


 
 

balletto in due atti

coreografia di Fredy Franzutti
op.28/FF -08
da un racconto di Prosper Mérimée
musiche di Bizet, Albéniz, Chabrier, Massenet
scene di Francesco Palma

 
 
 
 
 


Elena Marzano e Carlos Montalvan
protagonisti di Carmen dal 2009 al 2012 (ph. Gigi Nuzzo)



Presentazione (testo adatto per programmi di sala)

 armen, balletto in due atti di Fredy Franzutti, è una delle produzioni più di successo della compagnia "Balletto del Sud", oggi una delle più apprezzate nel panorama nazionale.

In una versione della celeberrima eroina di Prosper Mérimée si esalta il carattere della bellezza medusea che seduce il pubblico di sempre anche grazie alla popolarissima musica di Georges Bizet al quale testo dedicò un'opera lirica.

Carmen è ambientata (nel testo e nella versione musicale) in una Spagna letta da un punto di vista non autoctono, ovvero da autori che ne colorano la componente esotica aumentando il fascino delle caratteristiche tipiche della tradizione popolare di una terra che fu crocevia di popoli e culture.

Alle musiche di Bizet si affiancano opere di altri autori (Albéniz, Chabrier e Massenet) che guardano nella stessa maniera il paese e il popolo spagnolo dalla raffinatissima Parigi. Il modo in cui i personaggi vivono elementi come il fato, il destino avverso, la superstizione, la passione, il tradimento, la gelosia fino all'omicidio d'onore  è tutt'ora invariato in produzioni teatrali o cinematografiche contemporanee a cui la coreografia fa riferimento.

La Carmen di Fredy Franzutti ha avuto circa 90 repliche nei più prestigiosi teatri e festival internazionali, come il Teatro Antico di Taormina,  nel 2010 all'opera di Tirana alla presenza di Sali Berisha e di numerose autorità albanesi e nel 2014 lo spettacolo è stato l'evento di inaugurazione del Teatro Grande di Pompei.

Scene a trasformazione e accattivanti costumi, citazione del mondo operistico, hanno contribuito al successo dello spettacolo.




 
 
 

 
 

   

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video della replica al TEATRO TEAM di BARI


 
 

 


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Video della replica al TEATRO ANTICO DI TAORMINA

 

 

 
 "Un tessuto musicale composito, ma studiato accortamente per favorire una azione coreografica risultata intensa, ricca di mordente, con una costante “narratività” esplicitamente espressa e mai fine a se stessa. Qualità precipua di Franzutti, apparsa una volta di più in tutta la sua evidente validità, è quella di saper fondere con mirabile equilibrio la matrice accademica con gli spunti di modernità intelligentemente soppesati ed impiegati, e nel caso specifico, anche con quel tanto di folk, che però non scade mai nell’oleografico, si pensi  alla trascinante “farandola” o agli appassionati “passi a due”.
Nicola Sbisà (La Gazzetta del Mezzogiorno)