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Il Balletto del Sud presenta dal gennaio 2013: Il Lago dei Cigni con le coreografie di Fredy Franzutti su musiche di Piotr Il'ic Caikovskij. |
Il Lago dei Cigni
balletto in due atti
coreografia di Fredy Franzutti
durata spettacolo: 2h |
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"I tre grandi balletti di Cajkovskij sono delle autentiche confessioni, delle sincere esposizioni dei risultati di una ricerca personale, ed io sentivo che la magia di Rothbart è così potente perché agisce su un terreno comune a tutti noi. Non è infatti ad irreali incantesimi, ma ad alcuni dei suoi plausibili incanti che, credo, noi tutti abbiamo ceduto almeno una volta nella nostra vita. Qui l'incantesimo è l'amore per una giovane fanciulla nelle sue due incarnazioni tipicamente romantiche (bellezza medusea, e purissimo angelo vessato). Il finale è una vox media, scena ambigua tra lieto fine e catastrofe: chi può infatti dimostrare che il cedere alla bellezza dell'arte (la protagonista femminile) sia una fuga dalle responsabilità del mondo reale? O è forse il mondo della quotidianità ad essere profondamente ipocrita? In altri termini, la questione diventa: l'arte, con le sue bellezze, è un filtro narcotico e stupefacente o è la verità?"
Fredy Franzutti
Prima rappresentazione : 26 Novembre 1999 Teatro Politeama Greco Lecce con l'Orchestra Sinfonica della Provincia di Lecce diretta da Sergio Oliva. Coproduzione: Balletto del Sud - Provincia di Lecce – Teatro Ponchielli di Cremona. Nuova edizione: 3 dicembre 2004 Teatro Politeama Greco Lecce -Orchestra ICO della Fondazione “Tito Schipa” di Lecce diretta da Mladen Tarbuk
Presentazione a cura di Michele Nocera
Tra i capolavori di Ciaikovskij, Il Lago dei Cigni ha sempre riscosso enorme successo popolare e risulta essere il più affascinante non solo per i significati reconditi, ma anche per la calda atmosfera romantica e per la poesia del tema d'amore. E ben si capisce. Esercita un fascino durevole perché incarna la romantica aspirazione verso un ideale irraggiungibile. La leggenda della donna-cigno, emblematica e seducente, presente nella cultura del mondo orientale, ma non solo, ci riporta al complesso di miti e leggende riguardanti le metamorfosi di un essere umano in animale. Il clima romantico che si respira dall'inizio alla fine dell'accattivante balletto proviene da tutto un filone della letteratura mitteleuropea e non solo. Ma cosa si nasconde dietro i personaggi del mondo da fiaba? Io credo - senza forzature - degli archetipi, delle dicotomie. Come non pensare all'Amor sacro e all'Amor profano, ad Eros e Thanatos, al Bene ed al Male, alla Luce ad alle Tenebre? Nascosta dietro il classico atteggiamento del cigno si cela il personaggio di una donna eroina e vittima per eccellenza, Odette, appunto, cigno bianco. Diversa è Odile, cigno nero, che rappresenta la seduzione, la “belle dame sans merci”, la sinuosa che inganna con l'aspetto. Ricorda, in questo, le donne tentatrici e lascive di ogni tempo: Cleopatra, Semiramide, Salomé. E Siegfried, diversamente da altri principi del balletto, rappresenta un po' l'uomo terrorizzato dalla paura di crescere. Spaesato, dai sentimenti eterni, si trova di fronte al non facile dilemma dell'universo femminile. Il cigno bianco è la donna angelicata, l'ideale che lo accompagna tutta la vita. Il cigno nero è la “femme” tout court che lo riscatta dalle insicurezze. E l'uomo di oggi, può ritrovare nei “classici”, suggerimenti o spunti per una riflessione attuale che risolva la sua eterna crisi d'identità.
Il Lago dei Cigni del “Balletto del Sud” recensione critica di Vittoria Ottolenghi su “Il Mattino”
Nella città del barocco più estremo – Lecce -, in cui l'ornamento sovrasta la struttura, il ridondante supera il necessario, la follia travalica il rigore, c'è qualcuno che ancora osa - dopo i prodigi conclamati di Mats Ek e di Mattew Bourne - reinventare a suo modo uno dei capolavori, per così dire, intoccabili: Il lago dei Cigni. E lo fa con soli 16 ballerini, in una dimensione analoga, in fondo, al barocco circostante: estrema, ridondante, e - questo è il bello - perfino un po' folle. Parliamo di Fredy Franzutti, dal ‘95 ha creato una sua compagnia - il Balletto del Sud - instancabile, realmente stabile, e riesce a riempire i teatri. A fare, per esempio, con questo suo “Lago”, diversi “esauriti” in grandi e antichi teatri all'italiana, con esito trionfale… I ballerini, (di sorprendente qualità, a volte di alta qualità) sono in abiti “Anni Trenta” e fanno corona alla storia di un ricco giovane borghese, Sigfrido, che, invece di sposarsi e assumere responsabilità durature, come vorrebbe la madre ingioiellata preferisce il mondo affascinante ed ambiguo di “Rothbart”. Chi è Rothbart? E' un misterioso e affascinante seduttore, che non tanto mira a conservare la sua corte di ragazze e ragazzi, trasformati in cigni, ogni notte dalle sembianze semi-umane; ma tende spudoratamente soprattutto a conquistare ed asservire il bel Sigfrido, promettendogli prima, il Candido Amor Sacro (Odette), e poi l'Amor profano (la stessa Odette, ma con le caratteristiche perverse del male). Il balletto finisce con Rothbart, demonio vincente, che si porta via, con disinvoltura, il suo Sigfrido trasformato in cigno - avvinghiato, però, con la tristezza negli occhi, alla mano di quella che avrebbe potuto essere la sua sposa, Odette, e che ormai è soltanto un'ombra, sua compagna di prigionia - infelice e disperata come lui.
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