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Progetto Leonardo Da Vinci PDF Stampa E-mail
 

 In occasione dei 500 anni dalla nascita di Leonardo da Vinci
il Balletto del Sud presenta lo spettacolo in un atto: 

Progetto Leonardo Da Vinci: "l'uomo, il corpo, l'azzione"
Performance per voce, musica, danza e immagini

  • Venerdì    15 marzo, ore 10.00 - Teatro Apollo di Lecce

  • Sabato     16 marzo, ore 21.00 - Teatro Apollo di Lecce

  • Domenica 17 marzo, ore 18,30 - Teatro Apollo di Lecce







    con Ugo Pagliai nel ruolo di Giorgio Vasari
 
 

Progetto Leonardo Da Vinci:
"l'uomo, il corpo, l'azzione"

Performance per voce,
musica, danza

(Op.9 FF/99)

Balletto in un atto

coreografia di Fredy Franzutti
musiche di: Ottorino Respighi, Michael Nyman, Saverio Mercadante, Giacomo Puccini, Peter Gabriel, Antonio Vivaldi, Richard Strauss, Samuel Barber, Felix Mendelssohn, Carl Orff

scene: Francesco Palma
costumi tratti dai dipinti di Leonardo

Luci: Piero Calò
testi: Giorgio Vasari - Leonardo Da Vinci

attore: Ugo Pagliai
flauto: Giorgia Santoro


durata spettacolo: 1,30h

prima rappresentazione: 25 Ottobre 1999 

 



 



 Presentazione:

Lo spettacolo è una elaborazione, con la danza, dei testi del Vasari (dal quale è tratta la frase del sottotitolo), delle note di critica e scienza, degli scritti dello stesso Leonardo: spiegazioni, appunti, idee.

Le coreografie si fondono con la lettura proposta da una voce che diviene il filo conduttore, accompagnata da musiche evocative dell’epoca.

Si animano coreografie ispirate ai dipinti e agli studi delle macchine, per uno spettacolo della fantasia dove Leonardo da Vinci è raccontato, con ammirazione, da Giorgio Vasari.

Il corpo, al centro degli studi vinciniani, è rappresentato dai danzatori che ripropongono pause e movenze dei celebri disegni in una ricerca che coniuga modi diversi della comunicazione: corpo, voce, immagini.

"Grandissimi doni si veggono piovere da gli influssi celesti ne' corpi umani molte volte naturalmente; Questo lo videro gli uomini in Lionardo da Vinci, nel quale oltra la bellezza del corpo, non lodata mai a bastanza, era la grazia piú che infinita in qualunque sua azzione; La forza in lui fu molta e congiunta con la destrezza, l'animo e 'l valore sempre regio e magnanimo".

Così comincia il Vasari a raccontare di Leonardo artista e scienziato che nacque il 15 aprile del 1452 ad Anchiano, frazione di Vinci, piccolo borgo in Val d'Arno e morì ad Amboise - in Francia - il 2 maggio del 1519.

Raramente nella storia dell'umanità arte e scienza si fondono con tale fascino creando quell'enigma che traspare dagli occhi della Gioconda.
Uomo d'ingegno e talento universale del Rinascimento, Leonardo, incarnò in pieno lo spirito della sua epoca, portandolo alle maggiori forme di espressione nei più disparati campi dell'arte e della conoscenza.
Si occupò di architettura e scultura, fu disegnatore, trattatista, scenografo, anatomista, musicista, progettista e inventore.
È considerato uno dei più grandi geni dell'umanità.
Leonardo da Vinci, equilibrio tra artista e scienziato, ha affascinato per dono di poliedricità.


Protagonisti: Nuria Salado Fustè, Alessandro De Ceglia, Carlos Montalvan, Alexander Yakovlev e i solisti e il copro di ballo del Balletto del Sud, la solida realtà che colleziona nelle numerose tournée successi nazionali e internazionali.
Gli interventi di flauto sono eseguiti da Giorgia Santoro.


Le scene sono di Francesco Palma, le musiche che animano le coreografie sono di Ottorino Respighi, Michael Nyman, Saverio Mercadante, Giacomo Puccini, Peter Gabriel, Antonio Vivaldi, Richard Strauss, Samuel Barber, Felix Mendelssohn, Carl Orf.

 ..Il Balletto del Sud, compagnia fondata e diretta dal vulcanico coreografo Fredy Franzutti, che a marzo ha presentato al Teatro Apollo lo spettacolo Progetto Leonardo da Vinci, in memoria del grande Genio dell’umanità, nel cinquecentesimo anniversario della sua scomparsa.

L’ASPETTO DIVULGATIVO
Il Progetto Leonardo da Vinci ha concesso il giusto spazio all’aspetto divulgativo e commemorativo, coinvolgendo Ugo Pagliai nella lettura della biografia di Leonardo (1452–1519) scritta da Giorgio Vasari (1511–1574). Il celebre attore è stato in scena, costituendo di fatto il fil rouge narrativo dello spettacolo grazie a una recitazione dall’alto valore affettivo, come se si trattasse di una nostalgica scia di ricordi nei confronti di un amico scomparso.
Poco importa che il Vasari, alla morte di Leonardo, avesse soltanto otto anni di età: il suo testo risulta talmente appassionato da annullare le discrepanze anagrafiche.

LA NATURA ATTRAVERSO L’ARTE
Esaurito il momento didascalico attraverso l’inserimento di alcune danze dal sapore antico, talora con graziosi interventi al flauto da parte di Giorgia Santoro, abbigliata a mo’ della “Dama con l’ermellino”, lo spettacolo ha avuto il suo punto di forza nelle grandi scene coreutiche ideate da Franzutti, frutto di un estro creativo che di Leonardo ha fatto rivivere non già aspetti storico-documentaristici, ma piuttosto lo spirito di colui che guarda al corpo umano con la geniale volontà di ricreare la natura attraverso l’arte, dando “veramente alle sue figure il moto et il fiato” (secondo il testo del Vasari).

Come nell’opera di Leonardo è impossibile distinguere tra arte e scienza, caso unico nella storia dell’umanità, così nelle coreografie di Franzutti l’artifizio tecnico è sempre al servizio della bellezza: il riferimento alle singole pitture rappresenta soltanto un punto di partenza, un pretesto per leggere le tavole rinascimentali con sguardo squisitamente contemporaneo. Non a caso, l’impianto scenografico di Francesco Palma è del tutto disadorno e privo di riferimenti visivi all’opera di Leonardo.

I TOPOI LEONARDESCHI
La perizia tecnica dei danzatori del Balletto del Sud, mai disgiunta da una prorompente fisicità, ha corrisposto magistralmente alle esigenze del coreografo, illustrando i topoi leonardeschi con una danza che, attraversando e oltrepassando la compostezza delle forme classiche, ha raggiunto un espressionismo atemporale e perciò di estrema efficacia emozionale.

Se l’accoppiamento tra “Leda e il Cigno” dà origine a uno straordinario passo a due tra Nuria Salado Fusté e Alessandro De Ceglia sulle note dell’Intermezzo da “Manon Lescaut” di Puccini, il riferimento agli studi di Leonardo sulla gravidanza si materializza in un sacco amniotico che contiene la palpitante vitalità di un essere umano interpretato strepitosamente da Paolo Ciofini sulle note minimaliste di Michael Nyman, in un’atmosfera che sembra echeggiare il primo Lindsay Kemp.

Esemplare la scena del nuotatore, in cui il riferimento agli studi sull’acqua e sul nuoto si materializza in una sagoma umana che nuota sott’acqua al suono della graffiante voce di Peter Gabriel. Le sue contorsioni muscolari, quasi un trattato di anatomia, divengono sempre più innaturali finché si giunge a comprendere l’artifizio, ovvero il fatto che quello che inizialmente sembra un corpo unico sia invece la derivante di due corpi perfettamente coordinati tra loro.

Ma è la scena finale a commuovere lo spettatore fino alle lacrime, quando l’essere pensante, solo con se stesso, si guarda allo specchio e scopre l’eccentricità tra l’immagine e il suo riflesso, sdoppiandosi nei due danzatori Alessandro De Ceglia e Carlos Montalvan, impagabili nel prodursi in un travolgente passo a due in cui talora si amano teneramente fino a sovrapporsi nelle perfette proporzioni dell’Uomo Vitruviano, talora si respingono con odio, metafora dell’eterna asimmetria tra essere e apparire, dell’impari contrasto tra realtà e ideale, potenza e atto, pensiero e azione.

FERNANDO GRECO

 

 

 

 

 

 

 

FOTO PROVE IN SALA


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