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Romeo e Giulietta PDF Stampa E-mail


 a tragedia di William Shakespeare, Romeo e Giulietta, è sicuramente una delle storie d'amore più popolari di ogni tempo e luogo.
La vicenda dei due amanti di Verona ha assunto nel tempo un valore simbolico, diventando l'archetipo dell'amore perfetto ma avversato dalla società.Il Romeo e Giulietta del Balletto del Sud è stato trasmesso integralmente da Rai due la notte di Natale 2010 e più volte da Rai Uninettuno.

prossime date:

  • 27 luglio 2017, ore 21.00 - Anfiteatro D'Annunzio di Pescara
  • 11 Agosto 2017, ore 21.30 - Piazza Castello di Andrano (Le) Itinerario Danza
  • 12 Agosto 2017, ore 21,30 - Anfiteatro Romano di Lecce - Itinerario Danza

     

    Romeo e Giulietta

    balletto in due atti basato sull'omonima tragedia di William Shakespeare

    coreografia di Fredy Franzutti
    Op. n° 7 F/98 (nuova versione)

    musiche di Sergej Prokofiev
    scene di Francesco Palma


     
    PRESENTAZIONE per programmi di sala

     


     

    a tragedia di William Shakespeare, Romeo e Giulietta, è sicuramente una delle storie d'amore più popolari di ogni tempo e luogo. La vicenda dei due amanti di Verona ha assunto nel tempo un valore simbolico, diventando l'archetipo dell'amore perfetto ma avversato dalla società.

    La compagnia Balletto del Sud, oggi una delle più note e apprezzate nel panorama nazionale, presenta la sua versione del balletto Romeo e Giulietta, sulla trama della tragedia di Shakespeare e sull'omonima partitura di Sergej Prokofev.

    Il coreografo Fredy Franzutti crea il balletto per la sua compagnia nel 1998 riscuotendo successo di pubblico e critica, sia per la parte coreografica che per quella visiva: le scene (realizzate da Francesco Palma) sono tratte dai dipinti di Giotto, Piero della Francesca e Cimabue e ci introducono in un mondo illustrativo bidimensionale, sospeso e fluttuante. I costumi sono ricostruttivi dell'età medioevale italiana, nella quale Franzutti pone l'ambientazione della vicenda. Il fascino arcaico del medioevo è stato considerato uno dei punti di forza della produzione.

    Lo spettacolo ha raccolto, fin dalle prime esecuzioni pieni consensi di pubblico e apprezzamenti dalla critica ed è stato trasmesso integralmente da Rai due la notte di Natale 2010 e più volte da Rai Uninettuno.

     


    « Talvolta ci si commuove per le vicende di amanti infelici – dice Franzutti -. E con Romeo e Giulietta si arriva, qualsiasi esperienza si abbia alle spalle, e non importa a quale età, addirittura a condividere i dolori innocenti dei due adolescenti. Gli amanti si annullano uno nell'altro; la morte finale è al tempo stesso simbolo della sofferenza, che sempre provoca la tensione del grande amore, e simbolo di codesto dissolvimento dell'individualità; così ho ammirato e tentato di rappresentare come pura sia stata la trasformazione di due ragazzi in una coppia e di una rappresentazione teatrale in un evento psicologico condiviso dal pubblico.»

    Nello spettacolo gli eventi si susseguono in maniera concitata e inaspettata e Giulietta, divenuta donna, deve essere lei a decidere di morire due volte. La balia e la madre, completano, insieme a Giulietta, un percorso attraverso la figura femminile. Mercuzio e Tebaldo, portano parallelamente l’eterno conflitto tra i buoni e i cattivi. Romeo è l’amore per sempre, il primo bacio, la passione estrema che lo porta al suicidio. Il dramma si strugge in un balletto dalla trama leggibile che ci fa riflettere sul valore della vita e sul senso della morte.

     

    presentazione breve 848 caratteri spazi inclusi

    La tragedia di William Shakespeare, Romeo e Giulietta, è  una delle storie d'amore più popolari di ogni tempo e luogo. Il coreografo Fredy Franzutti crea il balletto, sull'omonima partitura di Sergej Prokofev, nel 1998 per la sua compagnia il Balletto del Sud, oggi una delle più note e apprezzate nel panorama nazionale.

    Lo spettacolo ha riscosso successo di pubblico e critica, sia per la parte coreografica che per quella visiva: le scene, realizzate da Francesco Palma, sono tratte dai dipinti di Giotto, Piero della Francesca e Cimabue e i costumi sono ricostruttivi dell'età medioevale italiana.

    Il fascino arcaico del medioevo è stato considerato uno dei punti di forza dello spettacolo, replicato nei più importanti teatri e festival internazionali e trasmesso integralmente da Rai due la notte di Natale 2010 e più volte da Rai Uninettuno.

     

     



     

     

    Amore e Morte secondo Franzutti
     
    Se mai c’è un balletto che incarna una delle connotazioni tipiche – e, forse, la più “miracolosa” di Fredy Franzutti e del valido “Balletto del Sud” – questo è il suo “Romeo e Giulietta”, sulla musica di Prokofiev. Parlo di una dote che non è possibile spiegare, se non, magari, con raffinate analisi, di natura tecnico-matematico-estetica – che io non saprei mai affrontare, non essendo né coreografa, né scienziata, né filosofa. La dote, comunque, è questa: nei balletti di Franzutti ci sono, magari, soltanto 18 danzatori e sembrano 180 o 200. Ve lo garantisce una vecchia spettatrice di professione, come me, che ha avuto il piacere di vedere dozzine di numerose e famose versioni coreografiche di “Romeo e Giulietta”, a cominciare dalla versione originale di Lavrovskij, del 1940, filmato pochi anni dopo al Bolscioi, con Galina Ulanova e Konstantin Sergeyev.  Eppoi, quelle assai più asciutte e moderne, ma ugualmente “kolossal”, di Grigorovich nell’U.R.S.S., e, in Gran Bretagna, eppoi in Italia, di Cranko, di Mac Millan e di Nureyev. Nonché quella, megagalattica, di Béjart (1966), sulla musica di Berlioz, anch’esso filmato per la Rai TV. Eccetera, eccetera. Ebbene, nella nuova versione coreografica di Franzutti – e nel suo tipico linguaggio fondato sul classico eppure tutto proteso verso le più nuove esperienze di teatrodanza e di balletto moderno, atletico ed estremo – la famosa “piazza di Verona” appare sempre, anche in ampi palcoscenici, piena zeppa di popolani, di zuffe, di lotte fratricide. Così come, nel ballo in casa Capuleti, le coppie ci scorrono davanti, lievi ed eleganti, in un corteo senza fine di “bassa” e “alta” danza – dalle nobili o rustiche origini rinascimentali. Dopo un godibile spettacolo di virtuosismmi, costumi sontuosi e scene a trasformazione, si arriva al finale – dolcissimo e amaro– senza quasi accorgersi che alcuni personaggi minori sono stati eliminati, per esempio Paride; e che, in fondo, come nella “storica” versione praghese, con regia di Peter Weigl e coreografia di Mistislav Koura (Premio Italia), abbiamo visto col Balletto del Sud la travolgente storia di quattro ragazzi – Romeo, Giulietta, Mercuzio e Tebaldo – avvolti in una sorta di nuvola ardente, e danzante, fatta di odio, di passioni e di malcostume politico, pervicacemente ricorrenti, non soltanto nel nostro Paese.

    Vittoria Ottolenghi - IL Mattino 2003  


    « In questo Romeo e Giulietta, nella nuova versione coreografica di Franzutti – e nel suo tipico linguaggio fondato sul classico eppure tutto proteso verso le più nuove esperienze di teatrodanza e di balletto moderno, atletico ed estremo – la famosa “piazza di Verona” appare sempre, piena zeppa di popolani, di zuffe, di lotte fratricide.
    Così come, nel ballo in casa Capuleti, le coppie ci scorrono davanti, lievi ed eleganti, in un corteo senza fine. Sul palcoscenico ci sono, magari, 18 danzatori ma sembrano 180 o 200. Ve lo garantisce una vecchia spettatrice di professione, come me, che ha avuto il piacere di vedere dozzine di numerose e famose versioni coreografiche di “Romeo e Giulietta”.
    Dopo un godibile spettacolo di virtuosismmi, costumi e scene a trasformazione, si arriva al finale – dolcissimo e amaro – senza quasi accorgersi che, in fondo, abbiamo visto col Balletto del Sud la travolgente storia di quattro ragazzi – Romeo, Giulietta, Mercuzio e Tebaldo – avvolti in una sorta di nuvola ardente, e danzante, fatta di odio, di passioni e di malcostume politico, pervicacemente ricorrenti, non soltanto nel nostro Paese». 

    Vittoria Ottolenghi - L'ESPRESSO


    « Geniale colpo di scena di Fredy Franzutti che ha inteso creare un aggancio tra il dramma Shakesperiano e i tempi di  Giotto (…) dove antico e moderno si incontrano la sintesi appare naturale espressione di un pensiero profondo sofferto e meditativo del giovane coreografo.»

    Angela Simini – Il Tirreno.


    « Fredy Franzutti, così deciso e appassionato nell’affrontare i grossi calibri della letteratura ballettistica, ambizioso ma non velleitario attratto dalla creatività. Crea per la sua giovane compagnia un Romeo e Giulietta con sorprendente risultato» Alberto Testa – Balletto Oggi 1998.

     


    « un titolo che ben esemplifica le caratteristiche della compagnia pugliese: da vent'anni realtà del balletto tra le più complete, serie e attive sul territorio nazionale, con felici incursioni internazionali e una presenza nella regione natale che non ha paragoni per l'opera di diffusione dell'arte della danza.»
    Valentina Bonelli - Danza&Danza 2015