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 il Balletto del Sud presenta in coproduzione all'Opera di Tirana il balletto in un atto FEDRA con le coteografie di Franzutti su musiche di Ildebrando Pizzetti ispirata alla tragedia omonima di Gabriele D'Annunzio.


prossime date:

Calendario in Definizione


 

balletto in un atto

coreografia di Fredy Franzutti
musiche di Ildebrando Pizzetti
dalla tragedia di Gabriele D'Annunzio

spettacolo creato nel 2012 in occasione dei 150 anni della nascita di Gabriele D'Annunzio


 

Presentazione:

Il mito di Fedra e la sua folle passione per il figliastro Ippolito sono raccontati nella tragedia "Ippolito" di Euripide. Fedra sposò Teseo, re di Atene che aveva già avuto un figlio, Ippolito, dal matrimonio con la regina delle amazzoni.

Per un maleficio della dea Afrodite ella si innamorò follemente di Ippolito e non riuscendo più a controllare questa sua passione decide di suicidarsi per il disonore.

Tra le diverse trascrizioni anche d'Annunzio, nel 1909, mise in scena una tragedia intitolata Fedra, rifacendosi esplicitamente al mito classico e nel 1915 andò in scena un'opera lirica, di Ildebrando Pizzetti, anch'essa col titolo di Fedra, basata sul testo dannunziano.

Il coreografo Fredy Franzutti, nel suo percorso di trasposizione di alcune delle tragedie antiche, ha creato una sua versione di Fedra in danza ispirandosi direttamente al testo di D'Annunzio e utilizzando musiche di Ildebrando Pizzetti.

Franzutti sposta la vicenda nelle ambientazioni decadenti e fastose del primo Novecento.

Le atmosfere art déco fanno da cornice alla vicenda che presenta chiari riferimenti al mondo maschilista di un regime totalitarista.

Del mito classico ne rimane invariata la trama, il carattere dei personaggi, e il concetto dell'ineluttabilità della colpa; per tanto, la passione insana, la trasgressione, la follia sono generati dal volere degli dei che deresponsabilizzano le scelte degli uomini vittime di un destino ostinato senza alcuna possibilità di salvezza.

La produzione ha debuttato, nel 2012, al teatro romano di Benevagienna - festival di cultura classica Ferie d'Augusto - e ha poi replicato con successo in diversi festival e programmi di tragedie classiche. Nel giugno 2015 Fedra replica al Teatro dell'Opera di Tirana.






"Una Fedra in danza"
a cura di Gino Pisanò


Affidare alla danza e alla musica, nonché ai loro valori simbolici, il messaggio di uno dei capolavori del teatro greco classico, significa oltrepassare la parola e l'azione scenica tradizionale per traghettare la comunicazione artistica su un piano emotivamente più arduo: l'ermeneutica del gesto e del suono.

Fredy Franzutti, lungo il solco di una sperimentazione già collaudata da notevole successo (Edipo re e le tragedie di Tebe), nella prospettiva di una continuità ideologica che collega il Salento alla Grecia antica, in ordine alle comuni radici antropologiche, propone con la sua compagnia, Balletto del Sud, la rivisitazione coreografica del dramma di Fedra, protagonista femminile dell' Ippolito di Euripide, completando, così, il ciclo già iniziato con testi di Eschilo e di Sofocle.

Senza dimenticare la grande fortuna che il pubblico di ogni tempo ha riservato a Fedra, maschera-archetipo della psicologia femminile, nonché il conseguente interesse nei confronti della diade Amore-Morte, oggetto ideologico della letteratura universale.

Sotto l'intonaco del mito euripideo, che vuole Fedra costretta dalla divinità (Afrodite) a concepire un' insana passione per il figliastro Ippolito, si cela il dramma dell'uomo di ogni tempo la cui volontà individuale, nel mentre reclama il diritto alla libera scelta, è coartata da una “Volontà universale” corrusca e tremenda che ineluttabilmente travolge il suo esistere, proiettandolo fra le spire di un leviatanico Destino.
 
Questa “Volontà”, iconizzata nel testo euripideo dall'intervento capriccioso di Afrodite, convoca idealmente l' Otto-Novecento europeo, fiorito intorno alla denuncia dell'Assurdo e del Non-senso del mondo, ove si consideri quanto il disagio esistenziale dell'Io sia stato tema pregnante della riflessione filosofico-letteraria (da Leopardi e Shopenhauer a Svevo, Heidegger, Kafka, Camus ed altri).




 

LA TRAMA

 eseo è innamorato della nuova promessa sposa ed esterna la sua gioia al figlio Ippolito, avuto dal precedente matrimonio con Ippolita, regina delle amazzoni, da poco morta. Ippolito è un giovane che si dedica esclusivamente alla caccia e al culto di Artemide - divinità lunare, dea della caccia, della selvaggina e dei boschi - trascurando completamente tutto ciò che riguarda le donne, la famiglia e la sessualità, andando anzi orgoglioso della propria verginità.

Giunge Fedra da Creta con la sua balia. Fedra è dubbiosa per il nuovo futuro di sposa, è innamorata di Teseo ma ha paura del carattere irruento e passionale del valoroso Re.Il sacerdote celebra le nozze e iniziano le danze per i festeggiamenti.


Teseo vuole che il figlio Ippolito ritrovi in Fedra una nuova madre e, per evitare che il giovane si senta trascurato dalla sua nuova relazione, e certo di fargli cosa gradita, gli dona un' arma per le sue battute di caccia. Ippolito, anche se giovane, è già un valoroso cacciatore (la madre amazzone gli aveva insegnato le tecniche di richiamo e agguato).

Finiti i festeggiamenti per le nozze, Teseo dichiara il suo amore e la sua passione a Fedra, che ritrosa rimanda timida il rapporto fisico anche per paura di essere abbandonata come la sorella Arianna. Fedra si ritira.

Teseo ebro ed eccitato evoca Afrodite, la dea dell'amore, della bellezza, della sessualità, della sensualità e della lussuria per passare la notte in dolce compagnia. La dea appare con la sua corte di ancelle.  I soldati eccitati giungono velocemente.

Abitualmente Teseo frequenta la dea e quella notte vuole che Ippolito sia iniziato all'arte dell'amore. E' preoccupato per le scelte del figlio e non vuole che rinunci ai piaceri carnali.

Teseo lascia Ippolito solo con la sensuale Afrodite che cerca di sedurlo. Ma Ippolito non accetta le offerte di Afrodite, anzi la respinge.

La dea dell’amore, offesa, decide di punirlo suscitando in Fedra una insana passione per il giovane.
Quando Ippolito incontra Fedra e cerca nella matrigna conforto per quello che è successo con Afrodite, la timida regina, trasformata dagli incanti di Afrodite, cerca di afferrarlo, accarezzarlo e abbracciarlo violentemente.
Ippolito non comprende e respinge Fedra che va via con un suo indumento.

Il giovane è in crisi e non vuole più vivere la condizione di essere umano; preso da forti paure si denuda e dichiara la sua fedeltà ad Artemide: vuole far parte del regno della natura.

Appaiono gli animali sacri di Artemide evocati da Ippolito, il quale dapprima è spaventato ma poi dona il suo corpo umano al regno del bosco. Richiamata dalle preghiere di Ippolito, si manifesta Artemide che accoglie il giovane cacciatore nella sua corte chiedendo in cambio la sua vita umana.
Ippolito si riveste per ritirarsi nelle sue stanze.

 Il sentimento per Ippolito fa apparire Fedra sconvolta e malata agli occhi degli altri. Si aggira per il palazzo seguita della servitù che la accudisce.
Fedra è in preda alla follia, non riuscendo più a tenere dentro di sé il segreto si confida con la propria nutrice; quest’ultima, tentando in buona fede di aiutare Fedra, rivela il segreto ad Ippolito, dietro suo giuramento di non parlarne con nessuno.


Fedra chiede la presenza di Ippolito e cerca di amarlo. La reazione del giovane è rabbiosa e offensiva, al punto che Fedra, sentendosi umiliata, decide di darsi la morte. Compie dunque l’estremo gesto, lasciando però, per vendetta, una lettera in cui accusa Ippolito di averla violentata.

Quando Teseo scopre il cadavere della moglie ed il biglietto, lancia un'anatema mortale nei confronti di Ippolito e ordina ai suoi soldati di tendergli un agguato e di ucciderlo.
Il giovane dice di non avere alcuna responsabilità, ma non può raccontare l’intera storia perché vincolato dal giuramento fatto alla nutrice.
I soldati sono violentissimi e percuotono a morte il giovane.

Ippolito viene ritrovato agonizzante dalla balia, presto giunge Teseo pentito per aver condannato il figlio.
Appare Artemide ex machina. La dea espone a Teseo come si sono svolti i fatti, dimostrando quindi l’innocenza di Ippolito.


Il re si rivolge allora al figlio, ottenendone in punto di morte il perdono.
Artemide ottenuto in  sacrificio la sua vita umana gli dona quella di animale sacro realizzando il desiderio del giovane cacciatore.





 
 

ELENCO DELLE SCENE

  •  Teseo e Ippolito

  •  arrivo di Fedra con la Balia

  •  Matrimonio, festeggiamenti

  •  la nuova famiglia riunita: Fedra, Teseo e Ippolito

  •  Teseo ama Fedra retratta e timida

  •  appare Afrodite, dea dell'amore, con la corte di ancelle

  •  Ippolito respinge Afrodite

  •  Afrodite maledice Fedra

  •  Fedra mutata incontra Ippolito

  •  Ippolito turbato evoca le creature del bosco

  •  Ippolito dichiara la sua fedeltà ad Artemide

  •  Teseo vuole conquistare Fedra

  •  Fedra appare malata e confessa il suo segreto alla balia

  •  Fedra insiste ad avere Ippolito

  •  la balia racconta il segreto di Fedra ad Ippolito che fugge

  •  Fedra respinge Teseo violento

  •  Fedra scrive la lettera accusatoria e si suicida

  •  Teseo Trova corpo di Fedra e ordina di uccidere Ippolito

  •  lo squadrone di soldati uccide Ippolito

  •  la balia e le donne soccorrono Ippolito

  •  giunge Teseo disperato

  •  la balia convince Teseo dell'innocenza di Ippolito

  •  la morte di Ippolito

  •  appare Artemide

  • metamorfosi di Ippolito

 

articoli stampa e recensioni

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Immagini studio per la realizzazione di scene, ambientazioni e costumi
dello spettacolo FERDA, l'ossessione del deisderio