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Storia del balletto

La Bella Addormentata ebbe una anteprima "domestica". Si racconta che Piotr Il'ic Caikovskij trovandosi in villeggiatura a casa della sorella, a kamenka, aveva composto delle musiche per la rappresentazione della fiaba, di cui furono interpreti i nipotini. Quella musica fu in seguito inserita nella Bella Addormentata, che fu commissionata a Caikovskij nel 1888 dal principe Vsevolozskij (sovrintendente dei tetri imperiali di San Pietroburgo) che ne scrisse il libretto, tratto dalla fiaba di Carles Perrault.  Le coreografie furono affidate a Marius Petipa che avrebbe saputo creare una parata coreografica degna dei "balli grandi", ormai di moda in tutta Europa (Italia compresa). Petipa non si limitò a organizzare la trama e la suddivisione dei ruoli, vi aggiunse  anche meticolose  richieste sulla musica, che Cajkovskij accolse come uno stimolo. Vero supervisore della produzione, oltre che autore di gran parte dei bozzetti dei costumi, fu Vsevolozkij con i consigli di Petipa. Il principe Vsevolozkij affidò la cura delle scene di Bella Addormentata a cinque scenografi  che allestirono uno spettacolo sfarzosissimo forse ispirandosi alle incantevoli illustrazioni di Gustav Doré per le favole di Carles Perrault,. La Bella Addormentata debuttò al Mariinskij il 15 gennaio 1890, diretta da Riccardo Drigo, e interpretata da Carlotta Brianza che brunetta, dalle fattezze minute, era un'Aurora dolce e infantile, da Pavel Gerdt (il principe Desiré, in altre versioni Florimondo), Enrico Cecchetti (l'Uccello Blu e Carabosse en travesti) e Marija Petipa, figlia del coreografo, nel ruolo della Fata dei Lillà. La produzione fagocitò un quarto del bilancio a disposizione dei teatri imperiali per le nuove produzioni dell'intero anno.
Léon Bakst fu invece lo scenografo e costumista della sontuosa Bella Addormentata londinese del 1921, che rischiò di far fallire la compagnia dei Ballets Russes di Sergej Djagilev. In quell'occasione la protagonista Aurora fu Spesivceva, mentre nel ruolo mimico di Carabosse  compariva ancora Carlotta Brianza, ormai cinquantatrenne.
Numerose furono , del resto, le modifiche apportate nel tempo alla coreografia originale e dai coreografi più diversi, come il Jurij Grigovivic (1963), Rudolf Nureyev (1966), Roland Petit (1990), Anthony Dowell (1994), Mats Ek (1996) che ha trasformato Aurora in un'adolescente dei nostri giorni, punta anziché dal fuso, dall'ago dell'eroina e, infine, Fredy Franzutti (2000) che ambienta la sua Bella nel natio Salento e sostituisce il fuso con la tarantola locale in questa edizione la fata Carabosse è interpretata da Linday Kemp.