Home arrow spettacoli arrow le quattro stagioni
Home
spettacoli
eventi
danze nelle opere
la compagnia
coreografo
la scuola
associazione
calendario
stories
last news
video
progetti
Dove siamo
area vendita

scegliete qui lo spettacolo
per il vostro teatro o festival
stagione 2012/2013



contact us

Newsletter

Se volete ricevere le nostre news leave your mail.






le quattro stagioni PDF Stampa E-mail
Image  

Le Quattro Stagioni del coreografo Fredy Franzutti su musiche di Vivaldi/Cage. Lo spettacolo ha più di un motivo di interesse: musicalmente, perché le Stagioni sono intervallate da testi recitati del poeta Wystan Auden e citazioni di musiche registrate di John Cage che fu autore, ricordiamolo, di quasi tutte le musiche per la compagnia di Merce Cunningham; per le scene, che sono dipinte da Isabella Ducrot, nota artista romana sensibile alla contemporaneità astratta; per l'impegno di ricerca e qualità della compagnia di Fredy Franzutti, che si presenta con uno spettacolo inusuale e originale.


Prossime date:

  • sabato, 29 marzo 2014 - ore 21.00 - Teatro Koreja, Lecce
  • domenica, 30 marzo 2014 ore 18.00 - Teatro Koreja, Lecce
  • giovedì, 3 aprile 2014 ore 21,00 - Teatro Verdi, Pisa

 


 

LE QUATTRO STAGIONI

balletto in un atto

coreografie di Fredy Franzutti
musica di Antonio Vivaldi e John Cage

scene di Isabella Ducrot

poesie di Wystan Hugh Auden

attore: Andrea Sirianni

Orcheatra Sinfonia "Tito Schipa"
violino solista e concertatore: Stefan Biro

prima assoluta: venerdì 27 aprile, 2012 ore 21.00  - Teatro Politeama Greco di Lecce
in collaborazione con La Camerata Musicale Salentina e la Fondazione "Tito Schipa"

 

 

Presentazione del coreografo
“Le quattro stagioni” è il 30° spettacolo che realizzo per il Balletto del Sud.
L'argomento trattato utilizza le stagioni, intese come mutamento climatico dell'anno solare – ispirazione di base del capolavoro di Vivaldi – per riflettere sulle fasi della vita dell'uomo. Le stagioni della vita o meglio dei sentimenti, non sono solo quattro, non sono dettate da mutamenti repentini scadenzati da giorni precisi del calendario, ma sono legate  alla reazione emotiva dell'individuo collettivo agli eventi che accadono. 
Per sostenere la tesi affido  la legazione dei quadri danzati alle rime del poeta inglese (americanizzato nel 1939) Wistan Auden e alla sua analisi, spesso “peggiorista” –  attributo che Auden aveva coniato per se - della società dell'uomo comune o meglio qualunque definito “l'ignoto cittadino”. Alle note rassicuranti e familiari di Vivaldi si alternano in contrasto le amelodie  ritmate di John Cage che non solo ci portano alle esigenze dell'uomo moderno (al dissapore e all'amarezza che il confronto con la società ha generato), ma anche alle straordinarie potenzialità espressive di questa età dell'ansia che abbiamo chiamato contemporaneità. Se dunque la personale primavera è il rapporto con l'amore, la relazione con l'altro e l'incontro, il calore dell'estate è l'allegoria dell'immobilità, intesa come inabilità e incapacità di cambiamento, o come  disinteresse delle disgrazie  altrui (come nell'Icaro del fiammingo Pieter Bruegel). L'autunnale caduta  delle foglie e l'arrivo della pioggia insistente ci riporta alla routine dei pendolari,  al modo pratico e consueto di procedere nell'attività quotidiana. Il rumore dei tuoni ci rinnova la paura delle persecuzioni, l'ingiallimento della natura rimanda alla consapevolezza d'appartenenza ad una società incline al marcire e spaventati dall'oscurità delle nubi, perché non vediamo dove stiamo, ci sentiamo (come scrive Auden) persi in un mondo stregato, bambini spaventati dalla notte. Il gelo invernale cala con la morte: la fine del rapporto, la morte del compagno di viaggio, la morte della persona amata. La morte che rende inutile qualsiasi reazione. “Tirate giù il sole, svuotate gli oceani e abbattete gli alberi. Perché niente servirà più a niente”.Ma le stagioni delle emozioni, come le stagioni metereologiche, non durano per sempre e anche quelle (anche se non con una progressione regolare, continua e prevedibile) ritornano, si alternano, ci sorprendono. E dopo il gelido inverno di un terribile lutto può ritornare una primavera d'amore.  Scopriamo che l'alternarsi delle stagioni delle emozioni altro non  è che la Vita in una società con la paradossale centralità riservata a chi non conta nulla – quei cittadini ignoti che il potere modella come cera, l'industria sfrutta come servi e l'arte canta come eroi.

Fredy Franzutti