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le quattro stagioni PDF Stampa E-mail

Il Balletto del Sud presenta nella stagione 2016/17 uno dei titoli più contemporaei del repertorio creato da Fredy Franzutti per la sua compagnia: LE QUATTRO STAGIONI.


Lo spettacolo, che si ispira direttamente alla poetica di W. H. Auden, ha riscosso, fin dalle prime rappresentazioni, ottimo riscontro di pubblico e lodi dalla critica.

prossime date:

  • 24 Febbraio 2017 ore 21.00 - Teatro Italia di Francavilla Fontana (Brindisi)

  • 28 Febbraio 2017 ore 21.00 - Teatro Fasano di Taviano (Lecce)

  • 14 marzo 2017 ore 21:00 - Teatro Secci di Terni

  • 15 marzo 2017 ore 21:00 - Teatro Secci di Terni

 


ANDREA SIRIANNI
attore principale de
LE QUATTRO STAGIONI

 

performance di teatro, musica e danza
op. n° 30 del 2012 - nuova versione in due atti del 2017


coreografie di Fredy Franzutti

musica di Antonio Vivaldi e John Cage

scene di Isabella Ducrot

poesie di Wystan Hugh Auden

attore: Andrea Sirianni

 Danzano:
Nuria Salado Fustè, Alessandro De Ceglia,
Martina Minniti, Stefano Sacco,
Federica Resta, Francesca Bruno, Alexander Yakovlev,
Lucio Mautone, Francesca Raule, Elia Davolio, Beatrice Bartolomei,
Alice Leoncini, Valerio Torelli,
Francesco Rovea, Federica Scolla

 

↑ estratti dello spettacolo

 

 
 

 Presentazione

 


 e quattro stagioni è il 30° spettacolo che il coreografo Fredy Franzutti realizza, nel 2012, per il Balletto del Sud, oggi una delle compagnie più apprezzate del panorama nazionale.

L'argomento trattato utilizza le stagioni per riflettere sulle fasi della vita dell'uomo.

Le stagioni della vita o meglio dei sentimenti non sono dettate da mutamenti repentini scadenzati da giorni precisi del calendario, ma sono legate  alla reazione emotiva de "l'uomo collettivo" agli eventi che accadono. 

Per sostenere la tesi Franzutti affida la legazione dei quadri danzati ai versi del poeta inglese (americanizzato nel 1939) Wystan Hugh Auden e alla sua analisi, spesso “peggiorista” –  attributo che Auden aveva coniato per sé - della società dell'uomo comune definito “l'ignoto cittadino”. I testi sono interpretati dal valido attore Andrea Sirianni spesso impegnato in produzioni di arti integrate e melologhi.

Alle note familiari di Vivaldi si alternano in contrasto le a-melodie  ritmate di John Cage che non solo ci portano alle esigenze dell'uomo moderno (al dissapore e all'amarezza che il confronto con la società ha generato), ma anche alle straordinarie potenzialità espressive di questa età dell'ansia che abbiamo chiamato contemporaneità.

Se dunque la personale primavera è il rapporto con l'amore, il calore dell'estate è l'allegoria dell'immobilità, intesa come inabilità e incapacità di cambiamento, o come disinteresse delle disgrazie  altrui (come nell'Icaro del fiammingo Pieter Bruegel).

L'autunnale caduta  delle foglie e l'arrivo della pioggia insistente ci riporta alla routine dei pendolari,  al modo pratico e consueto di procedere nell'attività quotidiana. Il rumore dei tuoni ci rinnova la paura delle persecuzioni, l'ingiallimento della natura rimanda alla consapevolezza d'appartenenza ad una società incline al marcire e spaventati dall'oscurità delle nubi, perché non vediamo dove stiamo, ci sentiamo (come scrive Auden) persi in un mondo stregato, bambini spaventati dalla notte.

Il gelo invernale cala con la morte: la fine del rapporto, la morte del compagno di viaggio, la morte della persona amata. La morte che rende inutile qualsiasi reazione. “Tirate giù il sole, svuotate gli oceani e abbattete gli alberi. Perché niente servirà più a niente”

Ma le stagioni delle emozioni, come le stagioni metereologiche, non durano per sempre e anche quelle (anche se non con una progressione regolare, continua e prevedibile) ritornano, si alternano, ci sorprendono: E dopo il gelido inverno di un terribile lutto può ritornare una primavera d'amore.

Scopriamo che l'alternarsi delle stagioni delle emozioni altro non  è che la Vita in una società con la paradossale centralità riservata a chi non conta nulla – quei cittadini ignoti che il potere modella come cera, l'industria sfrutta come servi e l'arte canta come eroi.

Le scene sono di Isabella Ducrot, esponente di un personale astrattismo coloristico, le luci di Piero Calò.


" Lo spettacolo ha più di un motivo di interesse: musicalmente, perché le Stagioni sono intervallate da testi recitati del poeta Wystan Auden e citazioni di musiche registrate di John Cage che fu autore, ricordiamolo, di quasi tutte le musiche per la compagnia di Merce Cunningham; per le scene, che sono dipinte da Isabella Ducrot, nota artista romana sensibile alla contemporaneità astratta; per l'impegno di ricerca e qualità della compagnia di Fredy Franzutti, che si presenta con uno spettacolo inusuale e originale" .

Marcello Panni

 
 
Presentazione breve 973 caratteri.

Il Balletto del Sud,  presenta Le Quattro Stagioni balletto in un atto con le coreografie di Fredy Franzutti che utilizza le stagioni, intese come mutamento climatico dell'anno solare, per riflettere sulle fasi della vita dell'uomo. Per sostenere la tesi si affidano la legazione dei quadri danzati alle rime del poeta W. H. Auden, interpretate dall'attore Andrea Sirianni, e alla sua analisi della società dell'uomo comune definito “l'ignoto cittadino”. Alle note di Vivaldi si alternano, in contrasto, le a-melodie ritmate di John Cage che ci portano alle esigenze dell'uomo moderno ed alle straordinarie potenzialità espressive di questa età dell'ansia che abbiamo chiamato contemporaneità. Le scenografie sono affidate alla pittrice Isabella Ducrot, le luci a Piero Calò. Lo spettacolo, che risulta una delle produzioni più contemporanee del repertorio della compagnia, ha riscosso, fin dalle prime rappresentazioni, ottimo riscontro di pubblico e lodi dalla critica.

 

 
 

curriculum del coreografo ↑

 



 

 
 
 

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Le quatro stagioni - estratti

 
 



 
 
 
 
 

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hanno detto dello spettacolo:

" Lo spettacolo ha più di un motivo di interesse: musicalmente, perché le Stagioni sono intervallate da testi recitati del poeta Wystan Auden e citazioni di musiche registrate di John Cage che fu autore, ricordiamolo, di quasi tutte le musiche per la compagnia di Merce Cunningham; per le scene, che sono dipinte da Isabella Ducrot, nota artista romana sensibile alla contemporaneità astratta; per l'impegno di ricerca e qualità della compagnia di Fredy Franzutti, che si presenta con uno spettacolo inusuale e originale" .

Marcello Panni

 « Teatro-danza non perché nel caso specifico il linguaggio risulti antinaturalistico, ma in quanto il coreografo salentino sceglie di recuperare il rapporto tra gesto e parola inserendo tra un quadro danzato e l'altro poesie dal sapore fortemente aforistico. L'eleganza dello spettacolo è un segno distintivo, corroborato dai raffinati tessuti scenografici d'ispirazione etnica di Isabella Ducrot. »


Francesco Mazzotta - Corriere del Mezzogiorno


« Le quattro stagioni non è assolutamente quello che ci si aspetta. L'apprezzamento non tarda quando si scoprono il messaggio e gli intenti della produzione »

Eraldo Martucci - Contrappunti

« E' facile concludere che Le Quattro Stagioni di Franzutti sia uno spettacolo complesso, ricco di citazioni e riferimenti non sempre immediati, in cui però ogni elemento contribuisce ad emozionare lo spettatore, partendo dalla perizia dei danzatori, tutti scenicamente efficaci e di uniforme livello artistico, con punte di eccellenza »

Fernando Greco - Il Tacco d'Italia

« Le immagini appaiono quindi evocate dalle parole del bravo Andrea Sirianni donando al pubblico l'impressione di poter leggere nel pensiero di Auden e di vivere con la danza le sue passioni, miserie e paure. Al successo della serata concorrono gli efficaci costumi ricostruttivi dell'America ottimista anni '50 e le evocative scene transavanguardiste di Isabella Ducrot. Numerosi e calorosi applausi hanno salutato gli artisti e il coreografo Franzutti che ha dimostrato talento, crescita artistica e serietà di intenti - Vittoria Ottolenghi lo aveva segnalato già diversi anni fa. »

Giuseppe De Stefano - La Danza

 « E' la vita con i suoi cicli l'anima pulsante del bel lavoro “Le quattro stagioni” che Fredy Franzutti ha creato per il Balletto del Sud. Insieme alle coreografie articolate e post-classiche nutrite di assoli, duetti e intense parti corali ben interpretate della compagnia, troviamo le parole del premio Pulitzer W.H. Auden recitate da Andrea Sirianni e l'imponente impianto scenico firmato da Isabella Ducrot.»

Maria Luisa Buzzi
 Danza & Danza

 
 
 

 

↑ estate - the swimming pool champions

 

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il Balletto del Sud applausi e ringraziamenti

 

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Questo spettacolo è prodotto in Puglia con il sostegno di PO FESR 2007/2013
Asse IV - Produzione di nuovi spettacoli in "prima nazionale"-Teatro/Danza
progetto affidato dalla Regione Puglia al Teatro Pubblico Pugliese
prima assoluta: venerdì 27 aprile, 2012 ore 21.00  - Teatro Politeama Greco di Lecce
in collaborazione con La Camerata Musicale Salentina e la Fondazione "Tito Schipa"