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omaggio a Caikovskij PDF Stampa E-mail

 

 

 l Balletto del Sud presenta un programma con estratti dalla trilogia di balletti e altri brani dal repertorio del celebre compositore russo Piotr Il'ic Caikovskij. Lo spettacolo vede protagonisti gli apprezzati solisti del Balletto del Sud: Alessandro De Ceglia, Chiara Mazzola, Nicola Lazzaro, Vittoria Pellegrino, Francesco Cafforio, Nuria Salado Fustè e Alexander Yakovlev e la partecipazione dell'attore Andrea Sirianni che conduce il pubblico in un iteressante percorso alla scoperta della discussa verità sulle cause della morte.

prossima data:

  • 5 novembre 2014 - ore 21,00 Sala Randone, Siracusa
 

Omaggio a Cajkovskij

Balletto in due atti 

coreografie di Marius Petipa, Lev Ivanov, Fredy Franzutti 

scene di Francesco Palma 

luci di Piero Calò

attore: Andrea Sirianni


 

 

 


 

Presentazone

Al più grande compositore ottocentesco di musica per balletto si riferiscono vari capisaldi della coreografia. Dagli spettacoli di Petipa e Ivanov, il cui rapporto simbiotico con la musica di Ciaikovskij è storia della coreografia, si passa a una serie di creazioni (Balanchine, Cranko), ricreazioni, e a tutta una tradizione di rifacimenti dettati da nuove coscienze coreografiche (Mats Ek, Mattew Bourny, e questa sera Fredy Franzutti).

L'opera di Ciaikovskij è così assurta a fondamento ineludibile dello sviluppo del genere, come sia coreografi che compositori (Strawinsky) ammetteranno. Negli anni il rapporto eccezionalmente unitario tra la coreografia di Petipa e Ivanov e la musica di Ciaikovskij è stato ridiscusso, quasi a smentire il mito sinestetico della musica che si vede, e danza che si sente.
Figure quali "la belle dame sans merci", bellezza medusea (Cigno nero), la fanciulla perseguitata (Justine, Lucia, Odette, giù fino alla bella addormentata), dopo aver esaurito il loro ruolo di archetipici personaggi con il tramonto della sensibilità romantica e la conclusione della parabola decadentistica, si trovano oggi ad essere sostituiti da versioni dal senso più vicino e più facilmente traducibile (quando non addirittura "necessario") ad una moderna sensibilità.

A livelli più generali di struttura, nel libretto di una creazione ottocentesca troviamo un racconto, una trama, al cui interno le situazioni più significative sono sviluppate, come se l'istante storico prendesse una direzione "altra", psicologica.

I grandi passi a due del repertorio classico ballettistico di Petipa e Ivanov sono istanti introspettivi che corrispondono alle arie dell'opera settecentesca. La dimensione tipica dello spettacolo di gala.

E sui citati passi a due e variazioni di Petipa e Ivanov si basa buona parte del programma presentato dal Balletto del Sud. Dopo un secolo, il coreografo si riaccosta ad alcune scene sfruttando l'opportunità data dalla tradizione di rifacimenti, con tutto il peso di una storia intercorsa, e nuova estetica.

Coesistono sullo stesso palcoscenico la più a-materica delle forme di linguaggio (la musica ottocentesca, pura forma dello spirito) e la coreografia, che ne era considerata allora speculare immagine visiva. Come per una incisione tratta da un affresco, l'orchestra romantica viene evocata da un solo pianoforte. Si succedono versioni "da sala prova" e parafrasi virtuosistiche scritte da pianisti affascinati dal magico mondo della danza : Liszt, Pletnev, Wild

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