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Francesca da Rimini, note scenografo PDF Stampa E-mail

Note dello scenografo: Francesco Palma

 

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bozzetto di Francesco Palma per Francesca da Rimini

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bozzetto di Francesco Palma per Francesca da Rimini

Quando Fredy mi ha detto che dovevamo lavorare sulla "Francesca da Rimini" di Caikovskij ho subito riletto il V Canto dell'inferno e ho riguardato le splendide illustrazioni di Gustav Dorè che abbellivano il mio libro di testo dei tempi della scuola. Nell'incontro Fredy parla dell'idea di un girone infernale che ricordasse un penitenziario. Ma non volevamo creare un luogo interno o un spazio definito da un epoca precisa. Ci venne quindi l'idea di un grandissimo vortice di terra che mostrava il centro della infernale spirale come l'occhio di dio severo e inquisitore. L'idea delle nubi infernali mi piacque ma volevo realizzare qualcosa di tridimensionale per creare la sensazione del piano scenico orizzontale dove le anime atterrano per raccontare a Dante, ovvero al pubblico, la vicenda. Così ho ricreato un filare di colonne classiche brunite e bruciate dalle fiamme come quelle che decorano i disegni di Dorè. Poi per dare l'idea del movimento della bufera ho immaginato sul lato sinistro della scena una grande stoffa leggera che, mossa da un forte getto d'aria, entra in scena gonfiandosi come una vela e, agitandosi come un bandiera, dona il movimento alla spirale che appare in movimento. Ho disegnato il bozzetto velocemente e una volta che lo abbiamo approvato ho subito iniziato la pittura della grande tela (14 m X 10 m). Il mio gruppo è stato molto veloce - 10 giorni circa - forse avevo contagiato ai ragazzi il mio entusiasmo, volevo che il dipinto fosse subito appeso per vedere se aveva l'effetto desiderato. Quando Mario, il capo macchinista del teatro, ha agganciato la tela alla graticcia è stato un momento molto emozianante. Ho parlato subito a Sabina e Piero delle idee per ottenere l'effetto vortice e poi tutto ha funzionato come immaginato. E' stato un gran successo.

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