LA LUNA DEI BORBONI

da una poesia di Vittorio Bodini
coreografie di Fredy Franzutti
musiche originali di
Rocco Nigro e Giuseppe Spedicato
set di Fredy Franzutti
nuova creazione
produzione n°42 FF 2021
durata: 50 minuti

LA LUNA DEI BORBONI

Lo spettacolo, ispirato all’omonima poesia di Vittorio Bodini, inscena le atmosfere evocative dell’area mediterranea raccontata dal poeta.

Il Sud è per Bodini – e per lo spettacolo – un’originale “invenzione”, che parte da una precisa realtà storica e geografica, con tutti i problemi di natura sociale ed economica, e si elabora in una reinvenzione fantastica. La situazione è sognante e rilassata come il ricordo della festa del santo nella piazzetta del quartiere, dove eravamo ancora tutti assieme, tutti vivi.

Franzutti usa un linguaggio personale e utilizza come elementi ispirativi e asse della ricerca le pertinenze territoriali con il Sud, inteso come appartenenza alla Magna Grecia, rapporto con i popoli del mare, come utilizzo della matrice popolare, adopero dell’argomento e del testo – di provenienza o soggetto mediterraneo – per la nuova narrativa coreografica.

“La luna dei Borboni” poiché nulla è modificabile nella sostanza delle cose e nella trasposizione fantastica muta il luogo della sofferenza in una parentesi di rilassatezza, forti delle proprie origini arcaiche. La perdita totale della connotazione geografica proietta le immagini evocate in una condizione globale della situazione umana. Nel finale sono necessarie le partenze, le migrazioni, che accomunano gli abitanti del luogo agli uccelli.

NEXT SHOW

La Luna dei Borboni – Spot

spettacolo in un atto
produzione n°42 FF 2021
durata: 50 minuti

Sembra prendere vita da un antico album di famiglia e ad esso ritornare dopo aver liberato un turbinio di movimenti attinti al miglior teatro-danza di un tempo e a quello di oggi, di stampo espressionista e contemporaneo, intensamente poetico. Franzutti mette in scena sette bravissimi interpreti creando un paesaggio di anime i cui movimenti disegnano una geografia interiore in un luogo senza tempo, eppure riconoscibile in un Sud arcaico e inviolato, animato da una festosa malinconia sognante. (…) In questo amarcord di matrice salentina, che parla di radici e identità, di quel sentimento universale e ineluttabile di esilio morale e fisico, tra speranza e rimpianto, Franzutti trasfigura la realtà suscitandola in danza, con gli occhi del poeta.

Giuseppe Distefano (Danza & Danza)

Oggi la possibilità di riscoprire La luna dei Borboni è offerta dalla danza e sono certa che mio padre ne sarebbe stato felice, da profondo estimatore dei movimenti culturali, delle avanguardie e delle esplorazioni nel campo del pensiero e dell’espressione artistica.
Una contaminazione virtuosa quella che si viene a creare, che amplifica negli anni e nello spazio lo straordinario potenziale della creatività di Vittorio Bodini. È bello e auspicabile che questo rappresenti un modello a cui tendere. Sono grata, siamo grati al Balletto del Sud per aver scelto di ripartire, in questo tempo difficile, con la nota di speranza donata dalla poesia di Vittorio Bodini che nel raccontare la bellezza del nostro Mezzogiorno ci apre al mondo.

Valentina Bodini
Presidente
Centro Studi Vittorio Bodini

La traduzione del linguaggio poetico così raffinato e criptico è operazione ardua, soprattutto se il codice verbale deve divenire gesto, movimento, musica. Il segreto di un buon traduttore, come ci insegna il Bodini ispanista, è cogliere lo spirito del testo, non la sua forma esteriore. Chi guarda lo spettacolo La luna dei Borboni si ritrova immerso nello spirito della Luna bodiniana, in quella festosa malinconia ravvivata dagli accenti ispanici, nei silenzi e nell’assenza di ogni inutile dettaglio che riporti ad una realtà che si collochi in un tempo e in uno spazio definibili. La coreografia di Franzutti mette in scena quell’amore impossibile e doloroso per una terra che è madre e amante, eppure grembo ormai sterile che bisogna abbandonare per poter tornare a vivere, una madre-luna dal viso sfregiato come la “luna dei Borboni” (“Qui non vorrei morire dove vivere/ mi tocca, mio paese/ così sgradito da doverti amare”).

Prof. Sonia Schilardi

L’aria stagnante, l’ora che “cade a pezzi” sulle terre del Sud nel suo lungo buio, è tutto nei movimenti delle braccia dei danzatori che accompagnano passi che sanno di memoria antica. Il suono drammatico di pochi strumenti racconta anch’esso il sangue, l’incantesimo, la nostalgia, la gioia di volare oltre, dalla terra tanto amata dal poeta… L’intero spettacolo colpisce al cuore e non permette allo spettatore di astrarsi in altri loghi della mente. Un legame fermo, avvincente per una storia danzata che contiene mille storie: la passione d’amore, il dolore che separa, passando per la coralità dell’esistenza.
E’ il dipanarsi di una forma, nuova e geniale, di passi e coreografie del tutto aderenti allo spirito dei luoghi e allo stesso tempo trascendente visione di una realtà stretta nella loro condizione storica. Così ogni figura compare nel senso di un significato profondo. E’ la contrapposizione tra “figura e “verità” che l’autore di tanta bellezza, Franzutti, ha voluto offrirci nella fascinosa interpretazione del cammino storico- poetico del profumo della vita di un genio della poesia.

Dott.ssa Maria Concetta Cataldo

Il coreografo Fredy Franzutti

COREOGRAFO

Coreografo italiano di agile eclettismo, fra i più conosciuti e apprezzati in Italia e all’estero, ospite anche di diverse realtà di prestigio internazionale fonda nel 1995 la sua compagnia il “Balletto del Sud”.

COMPAGNIA

Il “Balletto del Sud” nasce nel 1995 fondato e diretto da Fredy Franzutti.

Riconosciuta dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali dal 1999 è oggi una delle più rilevanti compagnie di danza in Italia, con un vasto e vario repertorio che replica nelle numerose tournée nazionali e internazionali.

La Compagnia del Balletto del Sud

ORGANICO

Una compagnia composta da 20 elementi di diverse nazionalità, con solisti di elevato livello tecnico in grado di alternarsi nei ruoli principali.