Notturno_Interiore_presentazione2026-05-16T17:52:31+02:00

NOTTURNO INTERIORE

Variazioni per corpi in ombra

Coreografie: Fredy Franzutti
Musiche: Fryderyk Chopin
Immagini: Zdzslaw Beksinski
Costumi: Sartoria Balletto del Sud

Luci Piero Calò
Op n° 54 FF del 2026
Atto unico – durata: 1h 10 min.

Notturno Interiore

Variazioni per corpi in ombra

Presentazione

“Notturno Interiore”, la nuova coreografia di Fredy Franzutti, è un viaggio visionario nell’anima, ispirato alle atmosfere intime di Fryderyk Chopin e alle pitture surrealiste di Zdzslaw Beksinski. La danza dà forma ai pensieri della notte, tra luce e ombra, trasformando emozioni profonde in movimento. Un invito ad ascoltare ciò che vive dentro di noi, nel silenzio più autentico.

“Notturno Interiore”, ideato da Fredy Franzutti, in chiave contemporanea, si configura come un viaggio emozionale profondo, un’immersione coreografica che esplora i territori più reconditi dell’anima umana. L’opera è dedicata alla figura di Fryderyk Chopin: lo spettacolo intreccia la vita e l’arte del compositore per restituire, in una sintesi poetica, la sua genialità visionaria, la fragilità dei sensi e quel mondo interiore popolato da ombre e chiaroscuri.
La biografia di Chopin, segnata indelebilmente dal distacco dalla patria Polonia. In questa prospettiva, la nostalgia è una forza vibrante che frammenta l’identità del genio, lasciandolo sospeso in un limbo tra il desiderio di appartenenza e il trauma della perdita, trasformando ogni nota nell’eco di una terra lontana.

Il legame, il desiderio e il distacco, vengono riletti attraverso una lente che ne accentua il conflitto psicologico ed estetico.
Nonostante l’intensità del dolore, la partitura coreografica sceglie di mantenersi su un registro sussurrato.

Come sottolineato da Sandro Cappelletto, la musica di Chopin agisce come un potente «specchio emotivo: un dispositivo estetico capace di riflettere l’interiorità di chi ascolta, annullando ogni distanza temporale e rendendo il vissuto del compositore sorprendentemente prossimo alla sensibilità del pubblico odierno».

La cifra stilistica della produzione si arricchisce di una suggestione visiva di straordinaria potenza: l’universo estetico di Zdzisław Beksiński. Le immagini dell’artista polacco, noto per il suo realismo visionario e le atmosfere distopiche, dialogano con la danza, creando un contrappunto visivo che amplifica il senso di inquietudine del racconto coreografico.

La danza si sviluppa lungo le architetture sonore di Notturni, Preludi, Studi e Valzer, compiendo l’operazione di tradurre l’astrazione immateriale della musica in un linguaggio visivo plastico e carnale. Il percorso drammaturgico prende le mosse dal capolavoro decadente di Michel Fokine, Les Sylphides, per poi evolvere verso un’estetica contemporanea che rende tangibile il tumulto dei sentimenti.

Amore, solitudine e memoria smettono di essere concetti astratti per divenire corpi in movimento, svelando ciò che spesso resta invisibile allo sguardo, ma non al cuore.

Debutto dello spettacolo: 10 maggio 2026, Teatro Apollo di Lecce.

Frédéric Chopin (1810–1849) è stato uno dei più grandi compositori e pianisti del periodo romantico. Nato in Polonia e trasferitosi poi a Parigi, dedicò gran parte della sua vita alla musica per pianoforte, diventando celebre per la sua straordinaria sensibilità espressiva e tecnica.
Le sue opere, come notturni, studi, preludi e polacche, sono caratterizzate da grande eleganza, profondità emotiva e innovazione armonica. Chopin riuscì a trasformare il pianoforte in uno strumento capace di “cantare”, influenzando profondamente la musica romantica e i compositori successivi. Ancora oggi è considerato un simbolo della musica classica e uno dei più importanti autori per pianoforte di tutti i tempi.

Zdzisław Beksiński (1929–2005) è stato un artista polacco noto per il suo stile visionario e inquietante. Le sue opere, spesso associate al surrealismo e al simbolismo, raffigurano paesaggi post-apocalittici, figure deformate e atmosfere cupe, cariche di angoscia e mistero. Nonostante i contenuti oscuri, Beksiński sosteneva di non voler trasmettere un significato preciso: preferiva che lo spettatore interpretasse liberamente i suoi dipinti. Nel corso della sua carriera sperimentò anche fotografia e arte digitale, mantenendo sempre un’estetica fortemente personale e riconoscibile.

F rédéric Chopin e Zdzisław Beksiński erano entrambi polacchi e la loro sensibilità artistica riflette, in modi diversi, la malinconia e profondità spesso associata alla cultura dell’Europa orientale. L’atmosfera emotiva delle loro opere è molto affine: Chopin è noto per composizioni intime, spesso nostalgiche, con una forte componente di tristezza e introspezione, Beksiński, dipingeva visioni oscure, apocalittiche e disturbanti, anch’esse profondamente emotive e introspettive. Un altro punto in comune è il rapporto con il dolore e l’esistenza: Nella musica di Chopin si percepiscono fragilità, solitudine e una sorta di malinconia esistenziale, Beksiński ha trasformato paure, angosce e riflessioni sulla morte in immagini potenti e inquietanti. Entrambi, in una vita di sofferenza, hanno creato un mondo artistico molto personale e riconoscibile: Chopin con il suo stile pianistico unico, raffinato e poetico, Beksiński con il suo universo visivo surreale, cupo e simbolico.
Li uniscono dunque, oltre l’origine polacca, una forte carica emotiva e un’esplorazione profonda dei lati più oscuri e malinconici dell’esperienza umana, anche se espressi in forme artistiche ed epoche differenti.

Franzutti, che tipo di viaggio ha scelto di raccontare?
«Sono partito da un dettaglio splatter: il cuore di Chopin trafugato da Parigi dalla sorella Ludwika e poi rinchiuso come una reliquia in una colonna della chiesa di Santa Croce di Varsavia. Mi ha ricordato l’estetica di Beksinski, l’orrore gotico e le visioni post-apocalittiche delle sue opere, che sfidano lo spettatore a confrontarsi con l’ignoto e l’inquietante. Ho percepito un filo diretto tra le mostruose ma fragili e antieroiche figure di Beksinski, artista che ho scoperto da giovanissimo, e la lacerante solitudine di Chopin». (Intervista di Francesco Mazzotta sul Corriere del Mezzogiorno 10-5-2026)

NOTTURNO INTERIORE – Spot

Balletto in un atto
op.n 54 del 2026

durata totale: 1h,10 m

Upcoming Events

Il coreografo Fredy Franzutti

COREOGRAFO

Coreografo italiano di agile eclettismo, fra i più conosciuti e apprezzati in Italia e all’estero, ospite anche di diverse realtà di prestigio internazionale fonda nel 1995 la sua compagnia il “Balletto del Sud”.

COMPAGNIA

Il “Balletto del Sud” nasce nel 1995 fondato e diretto da Fredy Franzutti.

Riconosciuta dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali dal 1999 è oggi una delle più rilevanti compagnie di danza in Italia, con un vasto e vario repertorio che replica nelle numerose tournée nazionali e internazionali.

ORGANICO

Una compagnia composta da 20 elementi di diverse nazionalità, con solisti di elevato livello tecnico in grado di alternarsi nei ruoli principali.

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